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Probabilmente la prossima volta che entrerò in una sala parto sarà per supportare una delle mie figlie, se me lo chiederanno, la precedenza ovvio andrà al loro compagno ma di certo io non mi tirerò indietro. Quei momenti sono tra i pochi che ricordo nitidamente – sto invecchiando 😎 – , mi ci sono sempre aggrappata con una sorta di gelosia e fierezza e penso che nella vita di una donna, un momento così speciale rimanga custodito per sempre nel cuore, nel corpo e nella memoria.

Tornassi indietro cambierei qualcosa? Siiii, sono nel frattempo diventata educatrice perinatale e puericultrice, come non potrei ambire a una situazione di parto ideale? Sta di fatto che con l’ultima figlia mi ci sono avvicinata e ho riscattato tutto quello che nei precedenti parti non ha funzionato.

Può un parto essere progettato così come si desidera? Nessun professionista del settore potrà mai darti una garanzia, le incognite sono tante e fino alla fine ogni tassello può spostarsi, mandando tutto all’aria o quasi. E allora come si può convivere con quella paura, con l’ansia che qualcosa possa accadere? Come ci si può preparare ad affrontare quel momento con lucidità?

Negli anni e con un pò di esperienza accumulata nel condurre percorsi di accompagnamento alla nascita posso dire che il bisogno più grande per le donne è quello di sentirsi accolte con tutte quelle domande che chiamano stupide ma che in realtà sono genuine, puntuali ed esprimono una sana curiosità, quella voglia di sapere, di conoscere e di conoscersi.

E succede proprio questo! Le informazioni creano conoscenza, la conoscenza rafforza il potere di scelta e saper scegliere costruisce una nuova forza, quella determinazione importante per affrontare l’ignoto.

Contemporaneamente si impara a vedere il proprio corpo trasformarsi e non è affatto scontato che questa cosa piaccia e venga immediatamente accettata! È un processo che a volte merita tempo e che richiede anche un’intenzione di dialogo più profondo con noi stesse. Noi stesse bambine, figlie e in un’immaginario future madri; riaffiorano ricordi, i sogni raccontano, viene la voglia quando si può, di fare domande alle nostre mamme, per capire, per sapere, per trovare risposte.

La gravidanza è un momento controverso, meraviglioso a tratti ma anche spaventoso, è importante dirlo e dare un nome alle paure che affiorano e che attengono anche alla maternità, a quel dopo troppo spesso in ombra e che, rispetto al parto, sembra durare un’infinità.

Che sia prima o poi quello che davvero può fare la differenza in quest’avventura è la presenza di un villaggio intorno, fatto di sorellanza, famiglia e persone capaci, pronte ad esserci nel momento del bisogno, anche quando fai fatica ad esplicitarlo.

Non ci si prepara al parto, né tantomeno al diventare madri, la pozione magica è fatta di tanti ingredienti e la ricetta è unica, per ogni donna … ogni volta!