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Colpisce quando meno te l’aspetti. Sembra quasi impossessarsi del tuo bimbo, che all’improvviso fai fatica a riconoscere: da un giorno all’altro, infatti, inizia a soffrire la tua mancanza come non era mai accaduto prima.

È così che diventa impossibile anche solo allontanarsi nella stanza accanto o andare in bagno. Uscire dal suo campo visivo si traduce in urla disperate e inconsolabili… a meno che non intervenga tu!

Cosa sta succedendo?

Gli infanti attraversano un delicato passaggio dalla fase simbiotica a quella di differenziazione. In questo momento della crescita, iniziano a riconoscersi come esseri distinti dalla mamma. Proprio per questo, sentono il bisogno di aggrapparsi ancora di più a quel contatto così prezioso. Quando cominciamo a pensare che il nostro piccolo stia crescendo e possa affrontare nuove sfide, ecco che il bisogno di stare in braccio, accoccolato e al sicuro, diventa fondamentale.

Solitamente questa fase si presenta dopo i 6 mesi e raggiunge il suo culmine prima dell’anno di vita. Sappiamo benissimo, però, che ogni bimbo racconta la sua meravigliosa diversità: questo appuntamento potrebbe presentarsi in momenti diversi o non presentarsi affatto, senza che ci sia nulla di cui preoccuparsi.

Consapevolezza e piccole strategie

Per la mamma, che arriva già da un periodo intenso fatto di risvegli notturni e giornate fisicamente impegnative, vivere questo momento con un po’ di frustrazione è inevitabile. Imparare a conoscere questa fase, però, aiuta ad accettarla con maggiore consapevolezza.

Ecco alcune piccole strategie per affrontarla al meglio:

  • Usa la voce come un filo rosso: La tua voce permette al piccolo di percepire la tua presenza anche quando non ti vede. Parlargli o cantare mentre sei nella stanza accanto lo aiuta ad abituarsi gradualmente alla distanza.
  • Spiega cosa sta per succedere: Parlagli usando parole semplici. Dare un nome alle azioni lo aiuterà, nel tempo, a riconoscere in quei suoni e in quelle paroline i piccoli rituali della giornata (es. “La mamma va un attimo in cucina e torna”).
  • Gioca con la scomparsa e il ritorno: Il gioco del cucù, del nascondino o il far sparire e riapparire gli oggetti sono ottimi espedienti. Aiutano il bambino a comprendere un concetto fondamentale: il fatto che qualcosa (o qualcuno) non si veda, non significa che sia sparito per sempre.
  • Garantisci al tuo bimbo un’altra figura di riferimento e consolida il loro tempo insieme, prima con la tua presenza e quindi prendendo le distanze, permettendo che quel rapporto si rafforzi e garantisca un distacco funzionale ad entrambi.

Abbi fiducia nel tuo bimbo e nella sua capacità di affrontare questa fase. Non elemosinare abbracci e coccole: vedili come piccoli semini che, nel tempo, lo aiuteranno a costruire le radici della sua autonomia.

Un giorno andrai a ripescare questo momento nella memoria e ti mancherà. Quando si infilano tra il collo e la spalla cercando il nostro odore e la nostra presenza, o quando ci guardano con quegli occhioni che raccontano tutto l’amore del mondo, capiamo una cosa fondamentale: per loro siamo la montagna, la persona più speciale. Una sensazione unica, che nessun altro sarà mai capace di regalarci in quel modo.