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Quando è molto piccolo, il bimbo e in primis l’infante sente il bisogno di essere rassicurato da un tempo scandito, fatto di piccole abitudini, dove il fattore novità viene ridimensionato e i gesti ripetuti raccontano certezze in cui riconoscersi e per questo sentirsi al sicuro.

Per il piccolo il tempo che scorre può essere associato ad un’attività, ad un momento possibilmente sempre uguale; al principio perché la fase di adattamento alla vita richiede un grande sforzo e l’iperstimolazione del sistema nervoso può renderlo irrequieto, con una fatica che racconta nell’ abbandonarsi.

 È anche vero che nelle prime settimane di vita la costruzione di una routine aiuta innanzitutto i neogenitori a disegnare una nuova realtà famigliare in cui imparare a riconoscersi in ruoli mai approcciati prima e che spesso si rivelano essere molto più insidiosi di quanto immaginato. Il neonato, infatti, non ha ancora sviluppato la capacità di distinguere il giorno dalla notte, così come molte delle cose che gli accadono sono per lui fonte di stress perché mai vissute prima.

Questo per dire che non esiste un’età precisa in cui è giusto cominciare a creare una routine ma che ogni famiglia può pensare di creare un proprio stile fatto di abitudini che considerino il nuovo arrivato ma che allo stesso tempo non annientino i propri bisogni. Intorno ai 3 mesi diventa più facile cominciare a riconoscere il gesto quotidiano ripetuto; prima dei 3 mesi può essere un’ottima palestra per i genitori allenarsi e sperimentare orari e abitudini che possano essere più o meno funzionali.

Bene mettere a fuoco quali possono essere le priorità del piccolo e quelle dei genitori, trovando il modo di preservarle entrambe! Saper chiedere aiuto, delegare e avere fiducia nelle capacità altrui, lo mettiamo in cima alla lista, perché il pensarci come team nel creare da subito un clima sereno, di collaborazione e comunione di intenti fa la differenza! Che siano i nonni, le zie, una puericultrice, o comunque una figura affidabile che diventi un riferimento, l’importante è circondarsi di una rete positiva con cui costruire un dialogo chiaro e costante nel tempo.

Insieme possiamo pensare ad un orario giusto per attività come il bagnetto, la passeggiata col sole, il massaggio con l’olio di mandorle riscaldato, momenti di tummy time, la visita dai nonni, una danza con la musica preferita, il piccolo cinema fatto di ombre sulla parete e … spazio alla creatività! Man mano che cresce possiamo inserire gradualmente nuove abitudini, come l’acquaticità in un corso organizzato, cerchi di altre mamme con cui condividere tanti nuovi pezzetti di vita, passeggiate più lunghe, nuovi incontri, nuove proposte ludiche adeguate all’età.

Quello che è importante considerare è il rallentare i ritmi andando incontro alla sera, laddove il piccolo ha bisogno di maggiore calma per potersi lasciar andare al sonno notturno. Piccole strategie possono aiutarlo ad avvicinarsi al buio della notte con tranquillità: per alcuni bambini il bagnetto infatti è rilassante, così come il massaggio. Utile comunque creare un rituale sul fasciatoio in cui lo attende il pigiamino, una canzoncina, l’acqua che scorre, la presenza anche del papà. È bene che il luogo in cui dorma sia sempre lo stesso, attenuando le luci, moderando il tono di voce facendo sì che intorno si crei una situazione serena e pacifica.

Un pezzetto alla volta, possiamo pensare di costruire rituali, tradizioni tutte nostre, con un linguaggio segreto di famiglia e una complicità che ci rende speciali e unici… proprio come piace a noi!