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Si deve aspettare almeno il terzo mese di vita prima di poter far frequentare un corso di acquaticità al vostro bambino… Vi siete mai chiesti il perché? O meglio: avete provocato una risposta in chi, presumibilmente il vostro pediatra, ha stabilito che questi debbano essere i tempi giusti per poter riportare il piccolo nell’ambiente acquatico? 

La risposta più comune è quella che fa leva sulla salute dell’infante e come non trovare terreno fertile in una coppia che probabilmente per la prima volta diventa genitore. Per di più gli spazi dedicati all’acquaticità neonatale sul territorio oggi sono “ritagliati” in situazioni di piscine dove le attività che si alternano sono numerose, spesso rumorose e affollate. Le temperature dell’acqua e degli ambienti sono dedicati ad un pubblico più grande e gli spogliatoi non sempre adeguatamente attrezzati.  

Dal terzo mese, che spesso coincide con le vaccinazioni di rito, i genitori si sentono autorizzati e pronti ad affrontare anche situazioni non sempre ideali pur di regalare al proprio cucciolo un’avventura acquatica. Le reazioni solitamente sono comunque positive ma quanta fatica!! 

Proviamo a ragionare insieme su come ogni singolo aspetto può trovare una risposta e una soluzione concreta e immediata affinché il piccolo possa tornare in acqua subito, dopo la nascita e ritrovando un ambiente rassicurante e famigliare. Non ci sono controindicazioni, né effetti collaterali, solo tanti e preziosi benefici! 

Nel nostro passato professionale ogni singola volta che abbiamo anticipato questo appuntamento, proponendo al piccolo l’entrata in acqua precoce rispetto ai tre mesi di vita, è stata un successo! Ogni volta abbiamo iniziato un percorso di crescita in acqua che ha reso il piccolo subito protagonista felice di un’avventura meravigliosa in totale sicurezza e benessere! 

Cosa  lo ha reso possibile ? La cura e l’attenzione verso ogni singolo tassello al fine di poter garantire un’esperienza positiva e sicura. 

Lo spazio così come la vasca sono a misura, studiati per ospitare piccoli gruppi, al massimo 4 diadi – caregiver/infante -. L’età dei piccoli è eterogenea (1-12 mesi; 12-24 mesi; 25-36 mesi) ma comunque circoscritta ad un periodo che non va oltre i 12 mesi; l’interazione infatti tra piccoli e grandi e viceversa è stimolante e reciprocamente arricchente sia dal punto vista sociale che emotivo. Anche i traguardi motori vengono velocizzati e i piccoli imparano tanto gli uni dagli altri.  

Le temperature interne ed esterne alla vasca sono tarate per tutelare la salute e il benessere del piccolo che non ha ancora raggiunto la maturazione della termoregolazione corporea e che quindi necessita di temperature più alte evitando sbalzi termici repentini. 

Anche per questo motivo l’ambiente esterno alla vasca è stato studiato per permettere al genitore di svestire il piccolo e di poterlo poi lavare e rivestire nello stesso luogo, attrezzato con fasciatoio e doccetta. 

L’acqua calda ha numerosi poteri i cui benefici sono immediati e tangibili; i piccoli si rilassano, ritrovano nella loro memoria una dimensione che è stata casa per tutta la loro vita intrauterina; i movimenti si fanno fluidi, facili e spontanei, la gioia di sentirsi abbracciati dall’acqua disegna sorrisi contagiosi … chi accompagna il piccolo in acqua non deve saper nuotare: la profondità della vasca non richiede particolari competenze e la guida di una professionista garantisce un’esperienza sicura e piacevole anche per l’adulto.  

La metodologia adottata è frutto di numerose formazioni in ambito natatorio ma anche educativo; l’esperienza pluriennale ha inoltre permesso di consolidare il metodo sperimentando sul campo ausili, materiali e aprendo lo sguardo ad una visione multidisciplinare che ha permesso di arricchire ed evolvere un approccio rivelatosi vincente.  

La continuità nella proposta acquatica intende sottolineare l’importanza di frequentare la piscina sempre, soprattutto nei mesi invernali, garantendo così al piccolo occasioni preziose per rinforzare il sistema immunitario, curare raffreddori passeggeri e sviluppare una capacità di adattamento che diventerà una skill fondamentale anche fuori dall’acqua.  

Il puzzle sembra completo e dietro c’è un lavoro importante mosso da una grande passione, da professionalità maturata in tanti anni e da un amore incondizionato verso i piccoli. L’ultimo pezzo, tra i più importanti, la tua motivazione, mettici quella e …. il viaggio comincia:  viva l’acqua!